MEZZEMA:
chiesa parrocchiale intitolata a S. Michele, le cui origini si
fanno risalire al VII o VIII secolo all'interno vi è una
preziosa statua raffigurante il patrono, opera della scuola genovese
di Maragliano. L'origine di questo abitato è remota, come
si evince da un documento ritrovato, e relativo ad un diploma
di Carlo Magno del 5 Giugno 774, dove si parla dell'esistenza
di S. Michele di Mezzema. Sempre nel 774, si riferisce in un altro
documento dell'affidamento nella valle di Deiva di terreni ad
una colonia di monaci, da parte dell'abate di S. Marzano di Tortona,
posti successivamente a coltura da monaci benedettini.
PIAZZA: chiesa parrocchiale di S. Anna del sec. XVIII e caratteristico
borgo di Boccamanzo, anticamente detto Bocamonza. Nella zona,
in località detta "Miniera" sono visibili i resti
di una antica miniera per l'estrazione del rame, ormai in disuso,
della quale si hanno notizie a partire dal 1610. Nelle vicinanze,
in località Piani della Madonna, si trova il santuario
dedicato a N.S. dell'Assunta costruito sui basamenti di un edificio
religioso preesistente, fatto edificare da Ita e Oberto Da Passano,
feudatari del paese. Vi si conserva il più antico documento
esistente nel territorio comunale, una lapide marmorea con epigrafe
relativa all'osservanza religiosa del riposo festivo.
PASSANO: ruderi del castello dei Signori Da Passano, il cui dominio
si estendeva nella zona compresa dagli attuali comuni di: Moneglia,
Deiva M.. Framura. zone del Bracco e delle Cinque Terre, con possedimenti
anche all'isola del Tino. Le origini della famiglia risalgono
al distacco, verso la fine del sec. X , di un ramo nobiliare dai
Conti di Lavagna, il cui capostipite Manfredo ottenne, nel 984,
da Ottone II, la dignità signorile. Dai luoghi di origine,
Manfredo ed i discendenti avanzarono sul litorale inglobandone
i territori e ponendo il centro del loro dominio in quello di
Passano, dove edificarono il castello, spingendosi inoltre nell'entroterra
e occupando cosi una vasta zona della Riviera Ligure di Levante.
Fu durante la Lotta per le investiture (1076-1122) che i Passano
riuscirono a rendersi completamente autonomi nel loro dominio
delle zone conquistate. Nel 1080, alla terza generazione, II consorzio
signorile dei Passano si divise i due e il ramo staccatesi si
denominò Lagneto e Celasco, dai luoghi che ne divennero
il centro. Il castello fu quasi completamente distrutto ed espugnato
dopo otto giorni di assedio, nel 1174, da parte della Repubblica
di Genova, in seguito ad un tentativo di ribellione sostenuto
da una alleanza tra i Passano, i Malaspina e i Fieschi, contro
l'espansionismo genovese. Sullo spazio antistante il castello
sorgono i ruderi dell'oratorio di S. Giovanni Battista la cui
datazione e incerta. Nei dintorni di Deiva M. e più precisamente
lungo la sede attuale della Via Aurelia, si intravedono resti
dell'antico tracciato napoleonico della stessa. Sovrasta la strada
il Monte S. Nicolao, la vetta più alta del nostro Comune.
Nel Medio Evo questo monte era chiamato Pietra Corice o Colica
e apparteneva all'Alpe Pennino della Tavola Peutingeriana: la
prima cartina topografica giunta fino a noi e tuttora conservata
a Vienna. La stessa zona era un antico crocevia viario di diramazioni
della Via detta Romea o Francigena: antico percorso medievale
dei pellegrini che numerosi raggiungevano Roma, Santiago De Compostela
in Spagna o si imbarcavano per Gerusalemme. La Chiesa di S. Nicolao
: resti di una costruzione in stile romanico primitivo, orientato
a levante e con una navata e un transetto triabsidale; fu una
delle pochissime chiese liguri con pianta a Tau o Croce latina
commissa, espressione di fede popolare. Annesso all'edificio vi
era un ospedale per i viandanti, che, nell'antichità percorrevano
l'antica e solitaria Via Francigena o Romea prima dell'anno 1000,
e una cella conventuale di monache benedettine. Dell'edificio
si hanno notizie sicure solo a partire dal 1160 in una citazione,
mentre in un altro documento del 7 maggio del 1169 viene citato
il nome della prima monaca: Gisla, originaria di Lavagna. Nel
1590 il complesso subì un incendio e verso la metà
del XVII, la chiesa venne ripristinata restando aperta solo nel
periodo della raccolta delle castagne, nei mesi di Ottobre e Novembre,
per i proprietari dei castagneti di Vasca. Nel 1754 l'edificio
venne definitivamente chiuso, fino a diventare col trascorrere
del tempo, e in relazione alla diminuzione di importanza del crocevia
viario del S. Nicolao. un luogo infestato da briganti e rifugio
di animali.